LA "MAQUINA INFERNAL" EUROPEA FA INGRIPPARE LA SPAGNA

(da Come Don Chisciotte)
 DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD
telegraph.co.uk

La Spagna sta precipitando in un vortice debito-deflazione. Niente a che fare con quello che sta succedendo in Grecia. Non è il risultato di stravaganze di bilancio dei decenni passati, e non è nemmeno un mito wagneriano.

Il collasso del paese è il risultato, matematicamente certo – e ampiamente previsto - della feroce contrazione monetaria e fiscale che grava su una economia che lotta per superare il crollo del settore immobiliare.

L’EURO E IL NAZIONALISMO

(da Come Don Chisciotte)
 DI ALBERTO BAGNAI (goofynomics.blogspot.it)

Gentile Prof, non la conosco se non da questo video che ho visto e che mi è stato saggiamente consigliato da una mia amica. Non capisco niente di economia, non l'ho mai studiata nè spero la studierò, però ho molto apprezzato il suo linguaggio chiaro, logico e ironico. E ho ridacchiato come un idiota leggendo qua e là il suo blog.

Bene, tutto questo per dirle che nel suo intervento video una cosa che mi ha fatto un po' dubitare è il suo riferimento al fatto che certe politiche economiche sono dettate dal (superficiale) nazionalismo. Mi sembra un po' poco. O no? (non è una domanda retorica, me lo chiedo davvero)

Senza voler fare per forza dietrologie, quali sono secondo lei altri fattori che portano a fare certe scelte economiche un po' allegre?

Il documentario: "Catastroika: privatization goes public" (Privatizzazione della cosa pubblica)

(da Catastroika: privatization goes public)

Bank run... il trend e la moda degli ingenui

(da Trend Online, del 22/05/2012, di Andrea Mazzalai)

La crisi dell’eurozona è apparsa la prima volta sulla copertina del settimanale economico edito a Londra esattamente due anni fa. Da allora altre 14 cover sono state dedicate ai guai finanziari dell’Europa.

Quello che è assolutamente affascinante in questa crisi è osservare giornalisti, analisti e bloggers vari che quotidianamente si prodigano per raccontarvi che la corsa agli sportelli è essenzialmente il risultato di un sistema che si sta disintegrando, ovviamente solo quello europeo e soprattutto l’esclusiva è di quello greco, spagnolo o italiano.

Paul Krugman è un bravo ragazzo ma si agita un pò troppo come i vari Buiter o Roubini, un pò come tutti quelli che hanno bisogno di farsi notare, hanno bisogno di visibilità, hanno bisogno che in molti si interessino alle loro visioni, alle loro tesi, alla loro ideologia un pò di sano narcisismo accademico.

Il buon Krugman urla da tempo che se non si fa questo o quello avremo una corsa agli sportelli anche in Spagna e Italia e che Draghi deve decidersi ad innondare di liquidità il mercato o invece nascondersi sotto la gonna di Angelina.

Ma a ben pochi viene in mente di segnalare che il panico non fa altro che creare panico e che in molti gettano benzina su un evento, il bank run, l’unico che può accellerare la fine dell’Europa e che avvantaggia solo la Germania.

Fanno sorridere tutti coloro che si prodigano a trasferire capitali dall’ Europa all’Europa, dall’euro all’euro, dalla Grecia, Spagna e Italia alla Germania, perchè se qualcuno non l’avesse ancora compreso, nella remota ipotesi che salti il nostro Paese, di euro non si parlerà mai più ne tantomeno delle idiozie di un euro A e un euro B.

Purtroppo c’è ancora una gran massa di ingenui che quotidianamente credono alle favole che vengono propinate loro soprattutto dall’informazione liberista, quella che ogni giorno vi racconta la favola della speculazione buona e giusta e che l’andamento dello spread e dei CDS non è altro che un segno della divina provvidenza.

Comunicato ASPO-Italia, 6 maggio 2012.


Scritto da Il comitato scientifico di ASPO-Italia    

Un recente intervento del ministro Passera[1], raccolto dai media, esprime bene le posizioni che l'attuale governo italiano coltiva in ambito energetico, condividendo a quanto sembra la visione del precedente governo Berlusconi.
Ha sostenuto Passera:
"Abbiamo ingenti riserve di gas e petrolio che possono soddisfare il 20% dei consumi nazionali dal 10% attuale. Si possono generare 15 miliardi di euro di investimenti e 25mila posti di lavoro, si può ridurre la bolletta per le importazioni di energia di 6 miliardi, aumentando il Pil di mezzo punto."
Riteniamo urgente e importantissimo sottolineare che quelle che il ministro definisce "ingenti riserve di gas e petrolio" ammontavano al 31.12.2010, secondo i dati del MSE[2], a un massimo di 103 miliardi di metri cubi di gas naturale e 187 milioni di tonnellate di petrolio, sommando tutte le diverse tipologie di riserve: certe, probabili e possibili. Dati gli attuali consumi del paese le riserve certe corrispondono a circa 3/4 del fabbisogno di un solo anno*!
E dopo?

Transition Towns e Decrescita Felice

Che differenza c’è tra la Transizione ispirata da Rob Hopkins e la Decrescita Felice di Maurizio Pallante? Più che ricercare le divergenze, è importante enfatizzare i punti in comune tra queste due realtà, unite da un’alleanza filosofica e strategica, che condividono una certa visione del presente e soprattutto la medesima idea di un futuro più sobrio, etico ed incentrato sui veri bisogni degli uomini. Avete il problema di scegliere tra l’una e l’altra? Sappiate che non avete affatto un problema

di Cristiano Bottone

L'ideatore delle Transition Towns, Rob Hopkins

La prima volta che in Italia si è parlato delle Transition Italia (Transition Towns) è stato nel corso di un meeting organizzato dal Movimento per la Decrescita Felice. Questo può già dare un indizio rispetto a una fisiologica attrazione reciproca che le due realtà hanno cominciato fin da subito a esercitare l’una sull’altra.

È un fatto naturale visto che i punti comuni sono tantissimi, dalla condivisione di una certa visione del mondo attuale, all’idea che in un futuro più sobrio, etico e incentrato sui veri bisogni degli uomini si possa trovare anche quella felicità, quell’armonia d’insieme, quell’equità, quel senso di reale progresso della specie umana a cui tutti dovremmo aspirare.


STIGLITZ E L' AUSTERITA' SUICIDA

da ComeDonChisciotte
DI GUSTAVO PIGA
ilmanifesto.it

Ascoltare il dibattito tra Monti e Stiglitz è stato emozionante. Potenti le cannonate dell’economista americano, che lasciano basita una platea abituata allo slang triste europeo. Al termine del suo discorso si sente lo spavento che pervade la sala, paura per una crisi che forse non passerà se non si faranno le cose giuste. Il linguaggio è stato come quello di un marziano. Tant’è che la migliore difesa che il premier ha potuto montare è stata quella di differenziare l’America dall’Europa in termini di obiettivi. Non ha funzionato.

L’Europa non deve solo crescere economicamente, come gli Stati Uniti, ma far crescere anche le sue istituzioni e questo può andare anche a scapito della crescita economica. Mi sono detto che non è così, che forse per uno o due o anche tre anni può essere così, ma nessuna nazione può tenersi in piedi, coesa socialmente, senza che le sue istituzioni siano dedicate solamente alla crescita del benessere dei suoi cittadini.

Il Giappone spegne l'ultima centrale atomica e torna nuclear-free

Gli attivisti: non è energia sicura, il governo ci ha traditi Giappone

video 

(TMNews) - Con la chiusura dell'ultimo dei 50 reattori nucleari in funzione, da sabato 5 maggio 2012 il Giappone torna a essere un paese denuclearizzato per la prima volta dal 1970 quando a Tokai entrò in funzione il primo reattore nipponico in grado di produrre 1000 mW di energia elettrica. Il fabbisogno energetico del Giappone è coperto per oltre un terzo dal nucleare. Per questo, la chiusura di tutte le centrali, seguita alla crisi di Fukushima, l'impianto distrutto dallo tsunami nel 2011, fa temere una crisi energetica per questa estate, quando ci sarà il picco di consumi legati al caldo. Perplessità che, tuttavia, non fermano gli attivisti. "Alcuni politici e qualche esperto di energia nucleare - spiega Tatsuya Yoshioda, uno dei leader dell'Ong Peace Boat - dirà che senza energia atomica la nostra vita non può esistere. Ma adesso in Giappone, questo non è per niente vero. La nostra vita può andare avanti anche senza le centrali atomiche."In Giappone siamo sempre stati particolarmente legati all'energia atomica - spiega quest'uomo, vittima del bombardamento di Nagasaki - il nostro governo ci ha sempre detto che era sicura ma ci ha traditi"."Dopo la guerra - aggiunge questa donna, che fu tra i sopravvissuti di Hiroshima - anche le vittime dei bombardamenti atomici furono a favore del nucleare, perché bisognava riavviare l'economia. Dopo Fukushima, però, ci siamo improvvisamente ricordati di quanto può essere distruttiva". Ufficialmente l'ultimo impianto atomico giapponese, a Tomari, sull'isola di Hokkaido, chiuderà per manutenzione per 70 giorni. In realtà, il suo futuro è incerto e non si sa se e quando il governo nipponico darà l'assenso alla sua riattivazione.(Immagini AFP)

IL BENESSERE EQUO SOSTENIBILE

(Da blog sergiodicorimodiglianji.blogspot.it, titolo originale: Una domenica bellissima al Teatro Valle occupato. E' la Bella Italia che si sveglia.)

"Il nuovo indice si chiama BES. Un acronimo che sta per BENESSERE EQUO SOSTENIBILE. Questa è la posta in gioco. Quella vera.: PIL contro BES. Non è la croce celtica (per chi sta a destra) o la falce e martello (per chi sta a sinistra). Non è neppure la croce di Cristo o la mezzaluna mussulmana. La vera rivoluzione consiste nel sostituire il PIL con il BES. Rifare i conti. Sulla base dei bisogni ed esigenze delle singole comunità dei singoli paesi delle singole etnie."
 
di Sergio Di Cori Modigliani
Un mio commentatore, che si firma anonimo e quindi ignoro chi sia e dove sia, la cui esternazione, però, mi sembra davvero molto stimolante perché racchiude in forma sintetica, l’esatto autentico panorama emotivo della situazione attuale italiana, così scrive:
“Il primo problema e' se si andra' a votare o no. Il secondo e' se questo "partito dei tecnici" si presentera' abbandonando i vecchi partiti al loro destino. Che oggi l'alternativa Grillo con tutte le sue problematiche sia l'unica sulla piazza mi sembra difficile da discutere. Cosa uscirebbe fuori da un quadro di questo genere io lo trovo semplice da prevedere. Non essendoci ne' un partito, ne' un vero movimento per un cambiamento, Grillo sostanzialmente dice che basta essere onesti, il signor Monti fin ora non ha modificato niente, la sua politica e' di mera conservazione, un ritorno dei partiti piu' o meno ripuliti o l'entrata in campo di un partito d'ordine mi sembra la cosa piu' plausibile. "Oggi il potere pubblico è, semplicemente, il consiglio di amministrazione che sostiene gli interessi collettivi della classe dirigente."