Uk dovrà zappare per mangiare

immagine tratta dall'articolo del The Telegraph,
"Britain may need to 'dig for survival', 
minister says" del 16/04/2013
(da Transition Italia del 16/04/2013)
di A volte è interessante vedere cosa dicono i ministri negli altri Paesi europei. Quando lo racconto negli incontri non è semplice far capire quanto fatica faccia il nostro apparato culturale (parlo dell’Italia) a rimanere al passo con gli eventi.
Date allora un occhiata a questo articolo apparso oggi su The Telegraph e che riporta le dichiarazioni del ministro UK David Heath (il suo ministero è quello dell’Agricoltura e Alimentazione) in merito ai rischi alimentari che il paese corre nel prossimo futuro.
“We made a huge mistake a few years ago when the idea got around that we didn’t need to produce in the agricultural sector any more, that we would be able to buy our way through whatever was necessary to feed the country.
We need to be able to produce enough to deal with the requirements in this country. Food security is going to be an issue of increasing relevance.”
“Abbiamo fatto un errore enorme anni fa, quando abbiamo pensato di non aver più bisogno della produzione del settore agricolo e che saremmo stati in grado di comprare qualsiasi cosa fosse necessaria per nutrire il paese.
Dobbiamo essere in grado di produrre a sufficienza per soddisfare le esigenze di questo paese. La sicurezza alimentare diventerà un problema di crescente rilevanza.”
Ovviamente può fare una grande differenza il fatto di avere un governo che informa la nazione e dice le cose come stanno.

Costituente del comune Valsamoggia

(da Monteveglio Città di Transizione di
 
Valsamoggia
Credo che a breve cominceranno i lavori dell’assemblea costituente che le amministrazioni coinvolte nel processo di fusione dei comuni hanno previsto. Compito dell’assemblea sarà la stesura dello statuto del nuovo soggetto comunale (ovvero del nuovo comune unico Valsamoggia).
Si presenta una interessante occasione per inserire nello statuto alcune proposte innovative, quindi a me piacerebbe provare a costruire alcuni articoli specifici da suggerire all’assemblea.
In particolare mi interesserebbe un articolo relativo alla necessità di considerare l’ambiente in cui viviamo in modo completamente nuovo e uno che prenda in considerazione i processi di democrazia avanzata che affianchino quanto previsto dalle normali prassi della democrazia rappresentativa e della partecipazione.
Per il primo punto mi piacerebbe partire dall’esperienza della città di Växjö in Svezia, per cominciare a farvi un’idea potete guardare qui il documentario che ho girato nel corso di un’attività organizzata qualche tempo fa con ANCI nell’ambito del progetto EnercitEE (attivate i sottotitoli in italiano).

Il Petrolio non convenzionale non cambia i giochi


Da The Automatic Earth del 3 luglio 2012. Traduzione di Massimiliano Rupalti, rivisione di Lou Del Bello e Francesco Aliprandi

I prezzi del petrolio sono crollati.





Questa non è una sorpresa per noi, qui a The Automatic Earth, in quanto siamo convinti che il picco del prezzo del 2008 resterà imbattuto per molto tempo e che l'aumento dal minimo del 2009 è stato una manifestazione contro tendenza. I prezzi di molti beni si sono spostati con gli alti e i bassi della fiducia e quindi della liquidità, in questa era di finanziarizzazione estrema e le materie prime non fanno eccezione.

Come abbiamo sottolineato molte volte, i prezzi non riflettono i fondamentali della domanda e dell'offerta in nessun settore. Se lo facessero, i capitali sociali e le diverse materie prime non si muoverebbero in relativa sincronia, come invece accade spesso.

GLI SCONTRI PER IL CIBO POTREBBERO DIVENTARE LA NUOVA NORMALITA'

(da Come Don Chisciotte)
 DI NAFEEZ MOSADDEQ AHMED
The Guardian

Il collegamento tra crescente disuguaglianza, debito, cambiamenti climatici, dipendenza da combustibili fossili e crisi alimentare globale è innegabile.

Appena dopo due anni da quando il dittatore dell'Egitto Presidente Hosni Mubarak si è dimesso, poco è cambiato. La famigerata Piazza Tahir al Cairo è rimasta un continuo sito di scontri fra manifestanti e forze di sicurezza, nonostante un presidente eletto recentemente. E' la stessa storia in Tunisia e Libia dove le proteste e le sommosse sono perdurate sotto gli apparentemente democratici governi attuali.

Il problema è che i cambiamenti politici portati avanti dalla primavera araba erano largamente superficiali. Grattando sotto la superficie, si trova la stessa combinazione mortale di crisi ambientali, energetiche ed economiche.

Sappiamo ora che i fatti scatenanti della primavera araba furono gli aumenti senza precedenti del prezzo del cibo. Il primo segnale che le cose si stavano disfacendo colpì nel 2008, quando una carenza globale di riso coincise con aumenti drammatici dei prezzi di prodotti di base, scatenando rivolte per il cibo in Medio Oriente, Nordafrica e Sudasia. Un mese prima della caduta dei regimi egiziano e tunisino, la FAO riportava aumenti dei prezzi da record per latticini, carne, zucchero e cereali.

Usa, addio al petrolio entro il 2050

Washington punta all'indipendenza energetica.

Gli Usa sognano di poter fare a meno del petrolio come carburante per la loro mobilità su strada entro il 2050. Il Dipartimento dell'energia degli Stati Uniti ritiene, infatti, che il mix energetico del futuro non dovrebbe coinvolgere l'oro ner e che il combustibile fossile potrebbe addirittura scomparire dal settore dei trasporti. E questo per tagliare i gas effetto serra dell'80%.
COME IN EUROPA. Il processo in realtà è già avviato in Europa dove, proprio entro il 2050, molti centri urbani saranno a emissioni zero. Merito delle nuove tecnologie che hanno implementato i trasporti basati su elettricità e idrogeno. E dei nuovi biocarburanti, fra i quali il biodiesel. Secondo il rapporto, sette veicoli su otto venduti in California potrebbero essere a zero emissioni entro il 2050.
CARBURANTI GREEN. Mentre l'uso di carburanti green è destinato ad aumentare esponenzialmente. Per questo i più ottimisti ritengono che entro il 2050 la maggior parte dell'energia sarà verde, ma è probabile che le cifre reali siano a metà strada. Attualmente il settore dei trasporti assorbe negli Stati Uniti il 71% dei consumi di petrolio da cui emette il 33% delle emissioni di carbonio.
Giovedì, 21 Marzo 2013

 

QUELLO CHE STA PER SUCCEDERE E PERCHE'

  (da Come Don Chisciotte)
 DI FABRIZIO TRINGALI
il-main-stream.blogspot.it

Dopo un 2012 turbolento, il nuovo anno è iniziato in un clima economico di relativa tranquillità. Gli spread sono bassi e la crisi sembra concedere una tregua. Ma cosa ci aspetta nel prossimo futuro? Le difficoltà sono davvero superate o sono destinate a riproporsi? Poiché esistono due opposte chiavi di lettura della crisi, per rispondere a queste domande è necessario capire quale sia la più convincente. Vediamole:
Chiave di lettura 1: Crisi dei debiti sovrani. Secondo questa chiave di lettura, alcuni Paesi europei hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità.

non riuscirete a rubarmi l'amore

RIT : Non riuscirete a rubarmi l'amore
ed è con quello che riesco a sentire
le mie parole uscire da sole
così che niente mi possa ferire
Rinuncerò ai bisogni evoluti
di civiltà snaturate dal tempo
Ritornerò a giocare nei prati
perchè è questo il mondo che ho dentro

Calano le scorte di petrolio USA

 Dalle News di Google di sabato 5 Gennaio 2012

Usa: DoE,-11,12 mln brl scorte settimanali petrolio a 359939 mln ...

Borsa Italiana - ‎17 ore fa‎
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - New York, 04 gen - Le scorte di petrolio sono diminuite di 11,12 milioni di barili a 359,939 milioni, mentre gli analisti attendevano un calo di 1,3 milioni di barili dopo il ribasso di 590.000 unita' precedente. Secondo i dati diffusi dal ...

Petrolio: scorte Usa in caduta libera. Prezzi in lieve calo

Trend-online.com - ‎17 ore fa‎
Nell'ultima settimana le riserve di oro nero sono diminuite di oltre 11 mln di barili, deludendo ampiamente le attese, mentre le riserve di benzina sono salite più del previsto. Alberto Susic 6 minuti fa. Il Dipartimento dell'energia statunitense ha reso noto che ...

USA: Le scorte di petrolio calano di 11,1 milioni di barili

BorsaInside - ‎17 ore fa‎
L'EIA (Energy Information Administration) ha comunicato oggi che le scorte di petrolio (Crude Inventories) sono calate la scorsa settimana negli USA di 11,1 milioni di barili. Gli analisti avevano previsto un calo di 1 milione di barili. Le scorte di benzina sono ...

PETROLIO: EIA, SCORTE SETTIMANALI USA CALANO MOLTO ...

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎17 ore fa‎
(AGI/REUTERS) - Washington, 4 gen. - Le scorte settimanali di petrolio Usa sono scese di 11,12 milioni di barili a quota 359,94 milioni di barili, una flessione molto piu' pronunciata di quella di 900 mila barili attesa dagli analisti. Lo riferisce l'Eia, il braccio ...

Petrolio, l'EIA conferma un crollo delle scorte

Teleborsa - ‎17 ore fa‎
Secondo l'EIA, divisione del Dipartimento dell'Energia americano, le scorte di petrolio nella settimana al 28 dicembre sono risultate in diminuzione di 11,1 mln a 359,9 mbg. Il dato non è neanche paragonabile alle previsioni di mercato, che segnalavano un ...

Silvio Berlusconi - Me Ne Vado (pedessiquamente dance remix)


La risposta giusta sarebbe stata: "Presidente, se ne vuole andare? Ma sì, se ne vada..."
Ora tutta la rete lo prende in giro e sotto i video (solo voce o anche remix) i commenti negativi, contro a Berlusconi, sono 100 a 1 rispetto a quelli positivi. Cosa ci ha guadagnato con questa sceneggiata?
Purtroppo con lo stesso titolo "Me Ne Vado" si trovano in rete altri contenuti, ben più drammatici, ma assolutamente collegati, dipendenti, e addirittura perfettamente conseguenti alle azioni di questi famigerati personaggi della malapolitica italiana, vedi questi post sul blog di beppe grillo.
Sono testimonianze di giovani Italiani costretti ad emigrare dal nostro Paese per "mancanza di lavoro". Questa è malattia che si contrae "solo ed esclusivamente per colpa personale, pigrizia, schizzinoseria e bamboccieria", definita anche "disoccupazione".
Naturalmente la responsabilità è personale, mentre i politici, governo e legislatori sono assolutamente spettatori incolpevoli, oltreché attoniti di questa assurda, impresentabile, oscena rappresentazione.

archivio notizie

 


(da Repubblica Palermo del 21/04/2013)

Dimmi chi sei e puoi trovare lavoro
nasce un sito per i giovani siciliani

"Risorse di Sicilia" è stato messo a punto da quattro laureati under 30 che hanno vinto una borsa finanziata dal Miur. "Ci sono aziende che non riescono a rintracciare sul mercato i profili che cercano. E questo perché manca un canale unitario che leghi domanda e offerta"


(da Repubblica del 21/04/2013)

Crisi, un milione di famiglie senza redditi da lavoro: oltre il doppio rispetto al 2007

A livello territoriale più della metà (51,8%), 495 mila, si trova nel Mezzogiorno, seguono il Nord (303 mila) e il Centro (157 mila). Tutti i componenti 'attivi' che partecipano al mercato lavorativo sono disoccupati. E' quanto emerge da dati Istat sul 2012


(da RaiNews24 del 19/04/2013)

"Lost in stagnation", L'Aquila metafora dell'Italia, un Paese fermo da decenni

"Lost in stagnation, L'Aquila è il simbolo estremo della grande stagnazione dell'Italia". Cosi' il Financial Times che dedica una intera pagina alle sorti della città e al blocco della ricostruzione post terremoto.

Il quotidiano finanziario scrive di "una città distrutta e abbandonata che incarna la disperazione di una nazione paralizzata dalla politica e dal torpore economico" e che è simbolo di una "crisi di leadership politica ed economica di cui la classe politica ne è l'espressione".

"Nonostante lo sfogo di dolore e di promesse, le strette di mano da parte dei leader nazionali, L'Aquila è diventata un monumento alla paralisi economica e politica in Italia. Piccole aziende edili hanno vinto gare per la ricostruzione, hanno iniziato i lavori e poi sono fallite quando lo Stato non è riuscito a pagarle - uno schema che si ripete in tutto il paese, con la Pubblica amministrazione deve € 100 miliardi di arretrati al settore privato".


(da RaiNews24 del 19/04/2013)

Ogni mese chiudono 10mila imprese

Nel primo trimestre dell'anno -31.000 imprese in Italia, il saldo peggiore dal 2004: sono i dati diffusi da Unioncamere sulla base di Movimprese, la rilevazione trimestrale sulla natalità e mortalità delle imprese condotta da InfoCamere, società di informatica delle Camere di Commercio italiane


(da Borsa Italiana.it del 18/04/2013)

CRISI: oltre 11 mln famiglie teme di non mantenere stesso tenore vita (studio)

MILANO (MF-DJ)--Oltre 11 milioni di famiglie temono di non riuscire a mantenere l'attuale tenore di vita e per 14 milioni e mezzo di famiglie risparmiare e' divenuto molto piu' difficile tanto da mettere in dubbio la possibilita' di migliorare o di mantenere lo stile di vita di adesso. E' quanto emerge dall'outlook sull'Italia stilato da Confcommercio e dal Censis,


(da RaiNews24 del 18/04/2013)

In Italia 4,2 milioni di famiglie non arrivano a fine mese

Aumentano anche quelle che ricorrono a piccoli prestiti e quelle che decidono di rinviare i pagamenti. Per 11 milioni di famiglie, secondo l'outlook, la preoccupazione principale e' quella economica, quella di dover diminuire il proprio tenore di vita per far fronte alla crisi


(dal Corriere della Sera del 18/04/2013)

Perdita del lavoro e separazioni
Perché ci sono più senzatetto a Milano

Rispetto a uno studio simile fatto il 14 gennaio 2008, la ricerca appena svolta ha rilevato un aumento consistente


(da TM News del 18/04/2013)

"Binge drinking", allarme bevute compulsive di alcol tra i giovani

Istat: calano consumi a rischio ma tra 16-24 anni il quadro critico. Beve di più chi fuma e chi frequenta abitualmente discoteche


(da Legambiente del 16/04/2013)

L’Italia oltre la crisi. Ambiente Italia 2013: idee di futuro a confronto il rapporto annuale di Legambiente

Forti diseguaglianze generazionali e di genere, tasso di occupazione tra i più bassi in Europa, mobilità privata ai vertici, industria in crisi, dissesto idrogeologico senza freni, illegalità ambientale al top, concentrazione di polveri e metalli ancora elevati. In positivo aumentano le rinnovabili, si riduce la produzione di rifiuti e le emissioni inquinanti, crescono le vendite di biciclette

(da Repubblica Economia e Finanza del 15/04/2013)

Fornero: "Per la cassa integrazione
forse non basta un altro miliardo"

Allarme del ministro del Welfare al Gr1, dopo quello di Susanna Camusso: "Sarei soddisfatta di destinare un altro miliardo", ma non si sa se basterà. Esclusa una manovra ad hoc, stoccata ai partiti: "Troppo concentrati su di loro e poco sul Paese"


(da Il Fatto Quotidiano del 14/04/2013)

Camusso: “Rischio che mezzo milione di italiani resti senza cassa integrazione”

E anche il ministro del Lavoro Elsa Fornero ha spiegato che "al momento ci sono finanziamenti certi relativi alla prima metà dell’anno, ma sono fiduciosa che si troverà anche quello che manca". E ha aggiunto: "Le regioni dicono di avere già esaurito le risorse loro assegnate"


(da Il Fatto Quotidiano del 14/04/2013)

Pensioni, l’allarme di Mastrapasqua: se lo Stato non paga, Inps a rischio

Non ci sono solo i debiti verso le imprese. Per molti anni, la pubblica amministrazione non ha versato i contributi previdenziali all'Inpdap, con un buco stimato in 30 miliardi. Che ora, dopo la fusione, si riversa sulla previdenza dei lavoratori del settore privato. La lettera del presidente ai ministri Fornero e Grilli


(da Repubblica Economia e Finanza del 13/04/2013)

In 520 mila in cassa integrazione: tagliato 1 miliardo dai redditi

L'elaborazione della Cgil sui dati Inps: da inizio anno le ore di cassa sono salite del 12% rispetto al primo trimestre del 2012. Coinvolto oltre mezzo milione di lavoratori, che hanno perso 1.900 euro netti a testa. Uil: "Nel 2013, il 10% dei lavoratori conoscerà la cassa"


(da Il Sole24Ore del 13/04/2013)

«Patto per salvare fabbriche e Paese»

........Prima pronuncia lo slogan: «tempo scaduto». Poi tutti in piedi per un minuto di silenzio: «un silenzio di denuncia per chi non ascolta, per chi non reagisce, per chi non interviene e non ha la consapevolezza dell'emergenza economica, per chi non ha ancora compreso che dobbiamo salvare il paese». Nicoletta Picchio .........


(da Il Sole24 Ore del 12/04/2013)

Gli inattivi superano i disoccupati

Un esercito di quasi sei milioni di persone, 5 milioni e 719mila per la precisione, che se ci fossero opportunità di lavoro sarebbero «potenzialmente impiegabili nel processo produttivo». Si tratta di due milioni e 744mila disoccupati (numeri più alti di noi nel 2012 si registrano solo in Francia e Spagna), a cui si sommano i due milioni e 975mila inattivi «ma subito disponibili a lavorare» (qui abbiamo il primato tra i paesi europei). E all'interno di questo gruppo di inattivi gli "scoraggiati", quelli cioè che dichiarano di non aver cercato un impiego. Claudio Tucci -


(da AGI.it del 12/04/2013)

Gruppo Beghelli, -19, 9 milioni risultato netto 2012

(AGI) - Roma, 12 apr. - Il Gruppo Beghelli ha chiuso il 2012 con un risultato operativo (Ebit) negativo per 27,2 milioni di euro e un risultato netto pari -19,9 milioni di euro, con svalutazioni straordinarie per 19,6 milioni di euro. I dati sono stati esaminati dal cda, che ha anche approvato le linee guida del piano industriale e finanziario volto alla razionalizzazione e al riequilibrio dell'indebitamento e al recupero delle condizioni di redditivita' ed efficienza. (AGI) .


(da Universita.it del 12/04/2013)

USA, Università in crisi: sempre più giovani laureati disoccupati o senza un lavoro stabile

Le migliaia di giovani laureati disoccupati non sono una realtà solo italiana. Anche le più prestigiose università degli Stati Uniti (quelle nelle quali per decenni si è formata la classe dirigente, politica ed economica del Paese e non solo) iniziano a pagare lo scotto della crisi. A lauree sempre più costose infatti non sempre corrisponde un lavoro sicuro e ben pagato, così i neodiplomati iniziano a chiedersi se valga la pena investire migliaia di dollari per poi ritrovarsi disoccupati una volta terminati gli studi oppure costretti ad accettare un’occupazione diversa da quella per la quale hanno studiato.


(da Il Piccolo del 12/04/2013)

«Criminalità a Trieste, incide la crisi. Anche giovani allo sbando»

Il procuratore capo Michele Dalla Costa: «Alla base delle ultime azioni delle baby-gang situazioni di disgregazione familiare. Poche le risorse»


(da ArticoloTre del 12/04/2013)

Marinaleda, dove la disoccupazione non esiste

Nella piccola cittadina del sud della Spagna, la disoccupazione non esiste, tutti i cittadini possono godere di uno stipendio mensile di 1.200 euro e una casa a 15 euro al mese.

....Il segreto è tutto nella gestione diretta dell'agricoltura locale, nonché lo scambio con altri paesi attraverso il commercio equo-solidale....


(da La Stampa.it del 11/04/2013)

Le imprese giovani falciate dalla crisi Non sono la soluzione alla disoccupazione


(da Ansa del 12/04/2013)

Grecia: tasso disoccupazione piu' alto

Rispetto al 27,2% indicato da istituto statistica ellenico


(dal Corriere della Sera - 11/04/2013)

Italia, 1,2 milioni di disoccupati in più Allarme Bce: livelli senza precedenti

La Banca centrale europea: «Ulteriore calo dei posti in questi mesi». L'Istat: in 6,4 milioni ai margini del mercato


(da La Repubblica Economia e Finanza del 11/04/2013)

Bce, disoccupazione "senza precedenti". E per l'Eurotower la situazione peggiorerà

La Banca centrale europea segnala il peggioramento dei livelli di disoccupazione nel primo trimestre del 2013, dopo aver raggiunto livelli record alla fine dello scorso anno. Il Consiglio direttivo pronto a misure per l'economia. Rischi sulla ripresa